Cani randagi, icone pop deragliate, risvegli bucolici dopo un rave party affiorano e svaniscono in una coreografia di stati che procede come un gioco infantile e privato, fatto di regole segrete, deviazioni improvvise e continue trasformazioni in un paesaggio dove il quotidiano si incrina e si apre all’imprevisto.
La danza si dispiega tra geometrie essenziali, suoni onomatopeici, rumori, canzoni canticchiate, frammenti di gesti e brevi apparizioni. Ogni elemento si compone e si scompone senza cercare una narrazione lineare, ma seguendo una logica intuitiva, emotiva, capace di evocare fantasmi, presenze, turbamenti e improvvise epifanie. Il corpo diventa archivio di immagini, luogo di resistenza e di gioco, attraversato da impulsi contrastanti che oscillano tra ironia e malinconia, leggerezza e inquietudine.
L’incontro con il pubblico si costruisce così come uno spazio condiviso di possibilità , in cui ciò che accade sfugge costantemente alla definizione e disattende le aspettative.Â
Di e con: Daniele Albanese
Musica: Simon Balestrazzi
Assistenza progetto luci: Matteo Vecchi
Sguardo esterno: Carol Rollo
Produzione: Associazione l’Altra
Foto: Jacopo Lorenzo Emiliani
Durata: 25’





